sabato 23 giugno 2012

Il dislessico e la scelta della scuola superiore



C'è chi ha già fatto la sua scelta, chi sta appena iniziando a programmare il suo futuro, chi é dubbioso e pensa di tornare sui suoi passi, chi, invece, é soddisfatto e si godrà l'estate per poi cominciare con entusiasmo la sua nuova esperienza.
Puntualmente nel corso dell'ultimo anno di scuola media per tutti gli alunni e peri loro genitori arriva il momento di mettere tutto nero su bianco e di scegliere la loro scuola futura.
Non è affatto una scelta facile. Certo se le cose non dovessero andare come ci si aspetta si potrà sempre cambiare. Resta, però, comunque il fatto che la compilazione di quel modulo segnerà il futuro prossimo di ognuno di quei ragazzi.
Per gli alunni dislessici la questione si fa ancora più complicata. Memori delle esperienze vissute nel corso degli anni scolastici passati sono molti i dubbi che possono affliggere sia essi stessi che le loro famiglie: quale sarà la scuola migliore? La più facile? La più adatta? La più preparata sui disturbi specifici di apprendimento? Redigeranno un piano didattico personalizzato? Lo rispetteranno? Permetteranno di utilizzare il pc e gli altri metodi compensativi/dispensativi?
In effetti se qualsiasi ragazzo può trovarsi smarrito di fronte alle svariate scelte possibili, un ragazzo dislessico e i suoi genitori rischiano davvero di brancolare nel buio. La paura di sbagliare, e molto spesso, di ritrovarsi a rivivere situazioni passate poche gradevoli é tanta. Le scuole medie, di solito, non sono di grande aiuto. I professori indirizzano i propri alunni verso determinati istituti in base ai risultati scolastici. Di frequente agli alunni dislessici é consigliato di orientarsi verso istituti professionali proprio come i loro compagni meno bravi a scuola, i cosiddetti "ultimi della classe". Quando questo accade non é altro che il sintomo della scarsa preparazione degli insegnanti riguardo la dislessia. Infatti se fossero stati adottati i giusti metodi anche il dislessico avrebbe potuto eccellere in campo scolastico e allora, a qual punto, gli sarebbe stato consigliato, senza esitazione, di continuare gli studi anche in un qualsiasi liceo. Inoltre, se, come per legge, il PDP venisse rispettato anche coloro che hanno disturbi di specifici di apprendimento potrebbero frequentare, a mio modo di vedere, anche gli istituti superiori considerati più difficili.
Mi piace ricordare il caso di Giacomo Cutrera, autore del libro "Il demone bianco" dislessico laureato in Ingegneria Informatica. Non una delle Facoltà più semplici. Quello di Giacomo è un esempio da prendere in considerazione ogni volta che ci si trova di fronte a scelte di questo tipo.

Ora mi piacerebbe che chi si ritrova a leggere questo articolo si fermi un attimo in più per raccontare e condividere la propria scelta e le proprie esperienze in merito o per chiedere o dare consigli. In questo modo è possibile essere di aiuto a chi è alle prese in questo momento, o lo sarà a breve, con la scelta delle scuole superiori in modo che possa scegliere con meno dubbi e maggiori sicurezze. 

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