Storie di dislessia: "Ho sempre pensato di essere stupida ma ora ho realizzato il mio sogno!"



Questa è la storia di Clarissa che con un messaggio inviatomi qualche tempo fa ha voluto raccontare e condividere il suo faticoso percorso scolastico dai primi giorni di scuola fino al sogno apparentemente irrealizzabile dell'Università. Buona lettura!


"Ciao mi chiamo Clarissa e ho 5 anni. Oggi è il primo giorno di scuola. Ho molta ansia e non vedo l’ora di conoscere i miei compagni.

Siamo a metà anno! Non me l’aspettavo così la scuola, è difficile. Tutto quelle lettere da imparare mi fanno confondere. Quello che non capisco è: perché per gli altri è più semplice?

Inizio la 5ª elementare. “Non vedo l’ora che tutto questo finisca, magari alle medie mi troverò meglio” continuo a ripetermi. Questi anni a scuola non mi sono piaciuti per nulla. Ho fatto troppa fatica per riuscire ad ottenere un misero ‘sufficiente’. La scuola non fa per me, già lo so! Mi sento così stupida! I miei compagni sono bravi, riescono a fare tutto in poco tempo e hanno voti alti. Io invece non riesco nemmeno a leggere bene, la maestra mi rimprovera sempre per questo motivo. Giuro che io ci provo a leggere bene ma proprio non ci riesco... sono davvero una stupida.

Ciao mi chiamo Clarissa e ho 10 anni. Oggi è il primo giorno di scuola alle medie. Da un lato sono felice perché vorrei farmi nuovi amici, alle elementari non ne avevo molti. Dall’altro lato però ho molta paura. Se le elementari erano così difficili allora come saranno le medie?

Sono già in terza media. I miei professori dicono che non sono fatta per andare al liceo, dicono che sono troppo pigra e che non sono in grado di studiare. “Sei sempre tu” mi dicono. Addirittura una prof ha detto a mia mamma che devo andare dalla psicologa perché sono una bambina disturbata. Io lo so che non sono brava a scuola, che ancora non so leggere bene, che ancora faccio i conti con le dita e non so a memoria le tabelline, ma addirittura essere disturbata? Questa cosa mi fa stare male!

È l’estate tra la terza media e il primo liceo, ho scelto lo scientifico. Gli esami di terza media non sono andati molto bene. Sono uscita con 7 e sostenere l’esame è stato complicato. Non che mi aspettassi di meglio, lo so che sono stupida e che la scuola non fa per me! L’ho capito benissimo ormai. Molti hanno riso alla mia scelta di frequentare il liceo scientifico. Dicono che non ce la farò mai, che per me sarebbe meglio l’alberghiero o l’artistico. Studiare matematica, fisica e scienze mi verrà troppo complicato, non sono alla mia portata. Ma io voglio studiare le scienze, mi piacciono tantissimo e da grande mi piacerebbe fare la veterinaria o il medico. Lo so che non ci riuscirò mai, ma sognare non si nega a nessuno, no?

Eccomi al primo liceo, l’anno era iniziato discretamente, avevo molti 6 e solo qualche 5. Alla fine non era così male. Però ho faticato davvero tanto per ottenere questi miseri 6, è stato davvero difficile.
A fine anno ho dovuto fare tutto di corsa, altrimenti mi avrebbero lasciato delle materie. Alla fine ce l’ho fatta e sono uscita con tutti 6.
Fino al terzo liceo la mia vita è stata sempre questa. Non mi sono trovata molto bene in classe e i professori non facevano che chiamare i miei genitori perché a detta loro non studiavo abbastanza. Io l’ho detto ai miei che non è vero, che mi sono impegnata tanto, che ci ho provato con tutte le mie forze. Loro però non mi credono.

Ho deciso di cambiare liceo (sempre scientifico), magari lì i professori mi capiranno. Ora sono al quarto e la classe mi piace, anche i professori non sono male.

Manca poco alla fine del quarto anno e una professoressa privata mi ha detto che potrei essere dislessica. Io non so cosa significhi questa parola, non l’ho mai sentita e mi fa paura. Che cosa ho?

È sicuro, sono dislessica. Una dottoressa mi ha fatto una diagnosi che devo portare a scuola e qualcosa cambierà.
Mi hanno spiegato nuovi metodi per studiare. Ho un programma per fare delle mappe e un lettore che mi aiuta a leggere.
Gli ultimi mesi di scuola sono stati parecchio difficili. Ho pianto quasi ogni giorno, non ce la facevo più. Loro lo chiamano periodo di accettazione. È molto difficile accettare tutto ciò sapendo quello che hai passato per 16 anni della tua vita. Mia mamma si è messa a piangere quando l’abbiamo scoperto. Dice che si sente in colpa perché non mi ha mai capita, perché dava ragione ai professori e non mi ascoltava. Le ho detto di non preoccuparsi, non poteva di certo saperlo.

L’anno è superato e in questi ultimi mesi ho avuto meno difficoltà rispetto agli altri anni.

C’è una cosa che mi ha dato molta forza in questo periodo: la consapevolezza che non era colpa mia. Non sono stupida, ora l’ho capito. Non sono sbagliata come credevo. NON È COLPA MIA! Non è stata colpa mia!
Il ricordo di tutto ciò che ho vissuto però mi fa ancora molto male.

È iniziato il quinto anno e i miei genitori hanno deciso di iscrivermi ad un corso per dislessici dove mi avrebbero aiutata a studiare. Lì finalmente ho capito che non ero sola! Ho conosciuto un sacco di ragazzi come me, che hanno vissuto il mio stesso dolore, la mia stessa paura di non essere abbastanza, la mia consapevolezza di non potercela fare. Adesso è tutto più semplice, adesso finalmente non mi sento più sola, l’unica al mondo ad essere diversa. O comunque non sono diversa in senso negativo. Voi lo sapete quanti personaggi importanti della storia erano dislessici? Tantissimi! E loro hanno fatto grandi scoperte. Questo mi dà speranza! Ma soprattutto adesso ho delle persone al mio fianco che lottano con me, con cui posso dividere il peso che ho sulle spalle.

Ho ancora il sogno di fare medicina! Molti però mi hanno detto che non ce la posso fare. Onestamente non so se credergli!

Ho deciso di frequentare un corso e dopo la maturità, a settembre, farò il test!

È andata male, avevano ragione... non fa per me!
I miei genitori mi hanno detto di non mollare, di riprovare, ma non so se credergli! Accettare la sconfitta è molto difficile. Ho lottato, sperato con tutta me stessa ma non ce l’ho fatta. E se non fosse la mia strada?

È passato qualche mese. “Finalmente mi sono decisa, riproverò medicina!” ho detto ai miei genitori. Così ho ricominciato a studiare e a frequentare un corso. Ho studiato tantissimo e spero di farcela quest’anno.

È il giorno prima de test. Ho troppa ansia e non riesco a ragionare. E se non dovessi farcela?
Ormai è una sfida contro tutti, voglio dimostrare che ce la posso fare anche io!

Oggi sono uscite le graduatorie... ce l’ho fatta!
Ancora non riesco a crederci, è tutto così strano! Io, proprio io! Io che pensavo di essere stupida, io che credevo di non valere nulla, io che pensavo non potercela fare! Io ce l’ho fatta... CE L’HO FATTA!!!"

Credete sempre in voi stessi, non lasciate che gli altri vi mettano sotto! Dimostrate al mondo che voi valete, perché VOI VALETE!

Ciao mi chiamo Clarissa, ho 19 anni, non so leggere bene, non so fare calcoli, non ricordo a memoria le tabelline, non so leggere l’orologio e OGGI SONO ENTRATA IN MEDICINA!
(3 Ottobre 2017)
-Clarissa-

“Se si giudica un pesce dalla sua abilità di arrampicarsi sugli alberi lui passerà tutta la sua vita a credersi stupido”
-Albert Einstein- "


Grazie Clarissa e in bocca al lupo per il tuo futuro!

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Roberto M.

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