Dislessia: la scuola lo boccia, il TAR lo riammette in tempo per gli esami di maturità.

E' successo in provincia di Brindisi dopo il ricorso dei genitori


Riporto qui di seguito la notizia pubblicata dalla sezione AID di Barletta-Andria-Trani riguardante un ragazzo dislessico ammesso, in extremis, agli esami di maturità dal TAR di Lecce dopo il ricorso contro la bocciatura presentato dai suoi genitori.

Quella del Tar di Lecce è una decisione molto importante e in un certo senso innovativa.

In primo luogo perché interviene contro la bocciatura di un dislessico in tempi brevissimi permettendogli di partecipare agli esami di maturità.

In secondo luogo perché mette l'accento non sull'applicazione o meno del PDP, come accaduto in sentenze passate, ma sulla sua eventuale modifica nel corso dell'anno scolastico.

In effetti il PDP è uno strumento flessibile e va modificato in caso di bisogno, ad esempio quando le misure adottate risultano inefficaci.

L'Art.5 comma 3 della Legge 170
recita appunto: " Le misure di cui al comma 2 devono essere sottoposte periodicamente a monitoraggio per valutarne l'efficacia e il raggiungimento degli obiettivi."

Qui più nel dettaglio il comunicato dell'AID:

"Il TAR di Lecce ha stabilito di far accedere all'Esame di Stato uno studente con DSA che non era stato ammesso dalla scuola, un Istituto Superiore della provincia di Brindisi.

La decisione del tribunale segue il ricorso presentato dalla famiglia dell'alunno, che ha scelto di affidarsi all’avvocato Luigi Renna, consulente legale di AID.
Nel giro di pochissimi giorni il Tribunale Amministrativo ha accolto il ricorso in via cautelare: in mattinata il ragazzo ha sostenuto la prima prova. Nel decreto di sospensiva il TAR parla di “estrema gravità ed urgenza della situazione, tale da non consentire la dilatazione fino alla data della camera di consiglio”.
La famiglia, dopo aver presentato la documentazione con relativa diagnosi dello studente, ha poi concordato un Piano Didattico Personalizzato (così come previsto dalla Legge) e sottoscritto congiuntamente al corpo docente. Laddove le misure pianificate però non dovessero risultare idonee al raggiungimento degli obiettivi scolastici prefissati, il piano didattico può e deve essere rivisto.

Ed è proprio a questo che si è appellata la famiglia. Nel ricorso redatto dall’avvocato Renna si legge che “La scuola ha inviato sì un sms alla famiglia per manifestare riserve sull’andamento scolastico, ma non ha mai adottato una misura alternativa tale da superare le criticità riscontrate. Le comunicazioni ai genitori si sono poi interrotte alla soglia del I quadrimestre - si legge ancora - peccando di quel monitoraggio costante che la norma in casi come questi impone”.

L’auspicio dell'Associazione Italiana Dislessia è che il decreto lampo del TAR possa rappresentare un monito per la tutela dei diritti degli studenti con Disturbi Specifici dell'Apprendimento, partendo sempre dal presupposto che la reale applicazione di tali tutele nasce solo da una collaborazione attiva e reciproca fra scuola e famiglia."
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Roberto M.

Fonte: AID Barletta-Andria-Trani


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