mercoledì 20 novembre 2013

Dislessia e disinformazione: come spezzare un legame apparentemente indissolubile?

"Malattia", "cura", "patologia", bambini "affetti da" o "malati" sono solo alcune delle peggiori terminologie che ogni giorno ancora fin troppe persone accomunano, inconsciamente o meno, alla dislessia e agli altri DSA.
Ma qual è il perché di questa pericolosa disinformazione?


Uno dei motivi principali è di sicuro il ritardo con cui ricerche e studi sulla dislessia sono giunti nel nostro Paese. Ciò ha fatto sì che le poche informazioni in circolazione sul tema siano state per lo più incorrette o non accuratamente approfondite.
In effetti,
se ci si sofferma sull’etimologia delle due parole, il legame tra dislessia e disinformazione sembra essere molto forte, quasi indissolubile. Il termine “dislessia” è composto dal prefisso “dis” che significa “mancanza” e dalla parola di origine greca “lexis” ovvero “lettura”. Il termine “disinformazione” è composto anch’esso dal prefisso “dis” seguito poi dalla parola “informazione”  un derivato del verbo latino “informare” che significa istruire, insegnare o dar forma alle cose. Tra i due termini c’è dunque una “dis” comune, una mancanza, di lettura da un lato e di informazione dall’altro, che lega saldamente le due parti.

Quando un dislessico e un disinformato (riguardo la dislessia) si incontrano sono come due stranieri in terra straniera: condannati a non capirsi mai. Quando un dislessico disinformato, di fronte alle sue evidenti difficoltà, si chiede perché trova impossibili alcune attività come la lettura, parimenti a quei due stranieri, non riuscirà a comprendersi e non troverà le risposte desiderate. Le mancanze racchiuse nel prefisso “dis”, si rivelano essere, quindi, cause di ulteriori problemi che possono palesarsi nella vita di un dislessico. E l’invisibilità propria della dislessia ne aumenta notevolmente l'incidenza.
Come intervenire allora su queste “mancanze”?
Se si immaginano le due “dis” come tessere allineate di un domino è facile intuire quanto il destino di una sia legato all’altra. Infatti, come nell’effetto domino, intervenendo sulla prima delle due tessere si può innescare un piccolo cambiamento in grado di produrre a sua volta un cambiamento analogo. La spinta che fa partire questa reazione può essere data proprio dalla comunicazione e dalla giusta informazione sui DSA. Se questa forza è in grado di far cadere la prima “dis”, cioè la mancanza di informazione, sicuramente il cambiamento provocato inciderà a sua volta anche sulla seconda “dis”.
Le difficoltà di lettura di certo non spariranno, ma i dislessici potranno comunque trarne notevoli benefici. Infatti, spezzare a colpi di conoscenza quel legame solo apparentemente indissolubile fra dislessia e disinformazione significa "curare" tutte quelle persone ancora "malate" di disinformazione e "affette da" difficoltà di apprendimento delle difficoltà specifiche di apprendimento.

Roberto M.


Photo Credit: Darwin Bell via photopin cc

 

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