Il dislessico e la scelta della scuola superiore




C'è chi ha già fatto la sua scelta, chi sta appena iniziando a programmare il suo futuro, chi é dubbioso e pensa di tornare sui suoi passi, chi, invece, é soddisfatto e si godrà l'estate per poi cominciare con entusiasmo la sua nuova esperienza.

Puntualmente nel corso dell'ultimo anno di scuola media per tutti gli alunni e peri loro genitori arriva il momento di mettere tutto nero su bianco e di scegliere la loro scuola futura.

Non è affatto una scelta facile. Certo se le cose non dovessero andare come ci si aspetta si potrà sempre cambiare. Resta, però, comunque il fatto che la compilazione di quel modulo segnerà il futuro prossimo di ognuno di quei ragazzi.

Per gli alunni dislessici la questione si fa ancora più complicata. Memori delle esperienze vissute nel corso degli anni scolastici passati sono molti i dubbi che possono affliggere sia essi stessi che le loro famiglie: quale sarà la scuola migliore? La più facile? La più adatta? La più preparata sui disturbi specifici di apprendimento? Redigeranno un piano didattico personalizzato? Lo rispetteranno? Permetteranno di utilizzare il pc e gli altri metodi compensativi/dispensativi?

In effetti se qualsiasi ragazzo può trovarsi smarrito di fronte alle svariate scelte possibili, un ragazzo dislessico e i suoi genitori rischiano davvero di brancolare nel buio. La paura di sbagliare, e molto spesso, di ritrovarsi a rivivere situazioni passate poche gradevoli é tanta. Le scuole medie, di solito, non sono di grande aiuto. I professori indirizzano i propri alunni verso determinati istituti in base ai risultati scolastici.

Di frequente agli alunni dislessici é consigliato di orientarsi verso istituti professionali proprio come i loro compagni meno bravi a scuola, i cosiddetti "ultimi della classe". Quando questo accade non é altro che il sintomo della scarsa preparazione degli insegnanti riguardo la dislessia. Infatti se fossero stati adottati i giusti metodi anche il dislessico avrebbe potuto eccellere in campo scolastico e allora, a qual punto, gli sarebbe stato consigliato, senza esitazione, di continuare gli studi anche in un qualsiasi liceo. Inoltre, se, come per legge, il PDP venisse rispettato anche coloro che hanno disturbi di specifici di apprendimento potrebbero frequentare, a mio modo di vedere, anche gli istituti superiori considerati più difficili.

Mi piace ricordare il caso di Giacomo Cutrera, autore del libro "Il demone bianco" dislessico laureato in Ingegneria Informatica. Non una delle Facoltà più semplici. Quello di Giacomo è un esempio da prendere in considerazione ogni volta che ci si trova di fronte a scelte di questo tipo.

Ora mi piacerebbe che chi si ritrova a leggere questo articolo si fermi un attimo in più per raccontare e condividere la propria scelta e le proprie esperienze in merito o per chiedere o dare consigli. In questo modo è possibile essere di aiuto a chi è alle prese in questo momento, o lo sarà a breve, con la scelta delle scuole superiori in modo che possa scegliere con meno dubbi e maggiori sicurezze.


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Roberto M.

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Commenti

  1. Salve da poco ho appreso che mio figlio e dislessico lui deve fare la terza media quindi di conseguenza tra poco deve scegliere quale scuola superiore frequentare mi piacerebbe che lui frequentasse il liceo linguistico solo che ho dei dubbi in caso loro non li accettano i farli fare il programma vorrei dei consigli da lei di come mi devo comportare e se come scuola va bene

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    1. Ciao Monika. Sono convinto che i dislessici possano fare qualsiasi tipo di scuola. E' ovvio che un liceo può essere più impegnativo di un professionale. Ma con le giuste metodiche di apprendimento e insegnamento e soprattutto con la corretta applicazione del PDP da parte degli insegnanti anche i dislessici possono ambire al successo scolastico.

      Roberto

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  2. se tute le scuole applicano correttamente il PDP e tutto più semplice per i ragazzi studiare. Invece le scuole fanno un po' quello che voglio

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    1. Hai ragione purtroppo io però adesso sono stanca e dal prossimo anno mi impunteró a costo di passare giornate dal preside con neuropsichiatra psicologa e tutor

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  3. I dislessici possono studiare quello che vogliono se tute le scuole applicano correttamente il PDP. e tutto più semplice per i ragazzi studiare oggi scuola fa a se fa un po' quello che vogliono e li mettono sempre in difficoltà

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    1. Esatto. Se tutte le scuole applicassero il PDP e gli insegnanti insegnassero a tutta la classe nel modo in cui impara il dislessico non ci sarebbero problemi e i dislessici potrebbero studiare quello che vogliono.

      Roberto

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    2. Manca la preparazione

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  4. Sono mamma di due bambine gemelle con disturbi DSA, frequentano la 4° elementare. Io sto cercando di fare il possibile per aiutarle ma la scuola non rispetta il pdp fatto. Le bimbe mi dicono che le fanno ripetere per prime e poi le rimproverano perché non hanno studiato, in matematica vogliono la calcolatrice ma loro hanno difficoltà a mettere i numeri in colonna, se portano un tema la maestra segna con la penna rossa tutti gli errori e spesso dice nob lo accetto lo devi rifare. Io sono veramente delusa e non so più cosa fare

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    1. Ciao, la scuola è obbligata a rispettare il PDP secondo la Legge 170/2010. Ti consiglio di contattare la sezione AID a te più vicina: www.aiditalia.org

      Roberto

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  5. ho un figlio dislessico all'ultimo anno delle superiori. dalla mia esperienza posso dire che è preferibile assecondare le doti dei figli e scegliere la scuola dove si possono esprimere al meglio e dove seguono i SDA e applicano il PDP. l'istituto tecnico può essere un modo per rimandare la scelta; infatti l'indirizzo definitivo avverrà al termine del biennio. Da tener presente che i ragazzi crescono e con il passaggio alle superiori interviene la coscienza, la volontà e l'eventuale impegno del ragazzo che, a fatica s'intende, inizierà a recuperare tanto da poter pensare, a conclusione delle superiori, all'università. le lingue sono molto problematiche per un DSA sopratutto l'inglese dove le differenze tra scritto e parlato sono enormi, anche se non è così per tutti.

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  6. ho indicato il tecnico perché ci sono i laboratori dove si impara vedendo, toccando, ascoltando, facendo e, non meno importante, dopo è più facile trovare lavoro .....

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