domenica 21 agosto 2016

Progetta droni a comando vocale, ma per la scuola è da bocciare: la storia di Mirco



Mirco durante il colloquio con il Prof.Stella


Nel corso del Convegno "Come Pesci Sugli Alberi" svoltosi ad Alba (CN) il 21 novembre 2015 il Professor Giacomo Stella ha mostrato al pubblico presente un filmato riguardante la storia di Mirco, uno studente dislessico di 16 anni.

Mirco frequenta la seconda superiore dell'ITIS informatico di Montecchio in provincia di Reggio Emilia. Non ha particolari passioni sportive come la maggior parte dei suoi coetanei. Lui ama passare gran parte del suo tempo libero in maniera inusuale: costruendo droni e programmando software a livello informatico. Il progetto a cui sta attualmente lavorando prevede la costruzione di un drone miniaturizzato controllabile tramite comandi vocali.

Ma Mirco è dislessico, come fa a leggere e scrivere addirittura programmi informatici? Semplice, ha utilizzato strumenti compensativi, come fa un miope con gli occhiali. Infatti, come spiega nel filmato, ha scaricato molti PDF (testi in formato elettronico) da internet. Li ha "letti con le orecchie" grazie a cuffie, programmi appositi e sintesi vocali. Li ha studiati ascoltandoli più volte e grazie alle nuove conoscenze acquisite è riuscito a scrivere i primi software.

Il suo Professore di Informatica è naturalmente molto entusiasta di lui. Dice addirittura che è "tre, quattro anni avanti ai suoi compagni". E gli altri Professori? Gli altri Professori non lo sono affatto. Come l’insegnante di fisica. Non è contento di lui perché ha difficoltà a leggere, scrivere e imparare formule a memoria.

A casa per lavorare ai suoi droni Mirco usa software, tablet e computer. Pure più di uno contemporaneamente. Li usa anche per studiare e fare esercizi di matematica, fisica e chimica. Ma a scuola questo non gli è permesso perché "i professori non li considerano strumenti compensativi, ma un imbrogliare". Un’opinione molto comune, purtroppo, fra insegnanti di alunni dislessici.

Mirco sul finire dell'anno scolastico stava per essere bocciato in matematica, chimica, fisica e italiano. Solo l'intervento del Prof.Stella, resosi conto delle potenzialità del ragazzo e dell’ingiustizia che stava subendo, ha impedito tutto questo. Ha inviato il filmato alla Preside dell'Istituto con l’intento di avviare un confronto tra i Professori che servisse a riesaminare il loro giudizio. Era inconcepibile, infatti, che se per il Prof. di Informatica Mirco fosse tre o quattro anni avanti a tutti per il Prof.di matematica invece valesse 3.

"Se non riesco ad imparare nel modo in cui insegni, potresti insegnare nel modo in cui imparo?" Harry Chasty
Da quel momento a Mirco è stato consentito di utilizzare gli strumenti compensativi anche in classe. I suoi voti sono nettamente migliorati. Il 3 in matematica è diventato un 8.

Cosa è successo? Concedendogli la possibilità di usare pc, calcolatrici tabelle anche in classe gli insegnanti hanno messo Mirco alla pari degli altri compagni e non, come credevano, in una posizione di vantaggio. In queste condizioni il ragazzo è stato in grado di eccellere e di esprimere tutte le sue potenzialità.

In realtà questa dovrebbe essere la normalità per un dislessico a scuola, e non un’eccezione. Soprattutto perché è in vigore ormai da molti anni una legge (170/2010) che detta regole per favorire l'apprendimento dei dislessici e che va rispettata e applicata. Sempre. Ma questo, come nel caso di Mirco e di tanti, troppi altri casi in tutta Italia, accade raramente.

E' chiaro il messaggio che Giacomo Stella trasmette alle istituzioni scolastiche in conclusione del suo intervento:

"Noi siamo responsabili della vita dei nostri bambini e della possibilità che si sentano uno schifo oppure che si sentano capaci e bravi come gli altri.”


Qui di seguito è possibile visionare il filmato con la storia di Mirco e le riflessioni del Prof. Stella:


Fonte: Convegno "Come pesci sugli alberi"

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